elogio dell’oblio

15 marzo 2013

Questa smemoratezza che si fa spettacolo, vorrà forse raccontare qualcosa che è davvero impalpabile. Questo bellissimo sogno, d’una collina piena di case, e di una casa di prete, inarrivabile e isolata, ma splendidamente aperta sulla valle. Tutti i balconi sulla valle. Un casa cadente, col ballatoio fragile, lontana dagli uomini civili. Questa smemoratezza che s’illumina nei casi in cui non si percepisce fondo di veritá. L’oblio del superfluo. Se non sono io, è l’altro me che gli dà udienza. Un’altra realtà, vera, parallela, in letargo.