lamentele e desideri

18 marzo 2013

Come poteva continuare a desiderare cose di tutti i giorni: pace e serenità, indipendenza e benessere, salute e amore? Non è più un fatto di buona educazione. Lei parla. È cresciuta col microfono per biberon, e dice che il suo vero desiderio è poter disporre di tutta se stessa al meglio, senza condizionamenti. Che follia! presumere l’assenza di condizionamenti è follia. Ma stato di grazia è dimenticarli e illudersi che quanto si persegua sia davvero puro e incontaminato atto di autodeterminazione. Io sono, e scelgo. Lei non sa che l’unico atto di volontà possibile è tirarsene fuori, biasimare, accusare, imprecare, voler prospettare una rivoluzione, emanare un’aura di cambiamento. Dire come sarà ad altissima voce. Solo in questo gesto artistico e retorico c’è la libertà di essere sogno.