Gadda e Giovenale

Giovenale“ … è il gioco di qualunque, istituto o persona, voglia attribuire alla propaganda e alla pesca le dimensioni e la gravezza di un’attività morale” scrive Gadda, come Giovenale satirico. La pesca, in specie di pesce grosso, smisuratamente ingombro, inquadrato nel pixel sui socialnetuorc, la folla assiepantesi dei mipiace e la calca delle faccine numerevoli esclamative, essa è, così è data, nelle tradizioni delle lettere, sintomo di fortuna: traguardo di libertà d’individuo solingo e asociale: exemplum d’elezione materiale, ipso facto: la praeda ipso iure è bottino rapinato, da restituire al debito proprietario munito di codice e glaudium, annessa feroce furbizia, dogmatica egemonia di Imperatore. La pesca, propizia volontà degli dei, sempreterni e imperscrutabili, altisonante Zeus, nembifero. Non poteva Domiziano, Testa di morto della Provvidenza, non essere princeps dei mari. E la paura che gli dei inventassero uno scherzetto letale all’ultimo degli umani, attanagliò il pescatorello di grosso animale acquatico dell’Adriatico mare. Il grosso calibro avrebbe potuto con incredulità smuovere dal cielo il manganello della giustizia.

Libertà

di Giulio Traversi

UnknownPrima che tu diventassi pazza, eri una ragazza semplice e graziosa.
Da quel momento in poi hai navigato. Tutto quello che hai incontrato: isole deserte, meravigliose terre ospitali e ricche di felici presagi, non ti hanno restituito la purezza della memoria, hai vissuto morsa da una tenaglia dove il cuore batte, fintantoché non sei ritornata ed è stato un posarti stanca nella freschezza di un letto luminoso. Perché hai viaggiato per ritornare. E fuggirai ancora per non ricordare e sapere che siamo già stati nella casa del padre. Non lo sai, infliggevi trame al tuo corpo, tu che non volevi essere l’incanto del tuo specchio, tu che amavi e ti odiavi profondamente. Quanti ti hanno desiderato, hanno studiato la delicata tua giovinezza; per quella parte del mondo che ha sezionato il tuo corpo, che non ha ascoltato il tuo sogno, la palude, coltivi ora la tua indifferenza.

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Gadda e i due punti

ritratto-di-carlo-emilio-gadda“Nel frattempo la salma  era stata rimossa, e trasportata al Policlinico, dove si era proceduto a un esame esterno del corpo. Nulla. Rivestitala e ricompostala, ne venne fasciata la gola: con bianche bende: come d’una carmelitana distesa nella morte: il capo ravvolto d’una specie de cuffia da crocerossina: senza la croce, però. A vedella così, bianca, immacolata, se levaveno subbito er cappello. Le donne se facevano er segno de la croce.” Gadda mi sembra qui un regista di teatro, la pagina diventa tridimensionale. Due punti così, forse solo Manzoni.