Una storia vera (1)

1 maggio 2016

di Giulia F.

 Non giudicatemi, ho cercato di essere me stessa e non è stato facile. Da piccola sono stata una bambina silenziosa, per questo ero messa da parte dai miei compagni. Non mi cercava nessuno, ero solo un intralcio. I bambini sanno essere spietati e cattivi, mi nascondevano il diario di scuola e lo ritrovavo dentro l’armadietto dei libri, in bagno oppure sotto l’albero del cortile. Ogni volta che la maestra faceva il dettato, io non trovavo le penne, chiedevo che qualcuno me ne prestasse una nera o blu, anche smanciata nel tappo, consumata, ma nessuno mi voleva bene. La maestra mi rimproverava, avevo tentato di spiegare il mio problema con tanta timidezza come un uccellino impaurito dentro la gabbia, ma neanche lei mi ascoltava, credeva che fingessi. E un giorno provai a parlare con la preside, una signora grande, che vestiva sempre di bianco. – Preside mi rubano sempre le penne e il diario – denunciavo. – chi sono questi compagni cattivi? Leggi il seguito di questo post »