Studio medico

28 febbraio 2017

 

Sdraiato sulla poltrona

l’assistente bianca e mascherata

mi porse un bicchiere di plastica,

-Faccia uno sciacquo – mi disse,

e preparò gli strumenti da cavadenti.

Il dentista inoculò il fluido anestetico

nella regione guasta

ma un crac ha risvegliato tutto

dopo tanto accanimento, un crac ha rivelato tutto

dopo tanto lungo intorpidimento,

per i dolci occhi dell’assistente

sorridente.


primavera

28 febbraio 2017

“Passai più giorno in Venezia sovittorio_alfierilissimo senza uscir di casa; e senza pure far nulla che stare alla finestra, di dove andava facendo dei segnuzzi, e qualche breve dialoghetto con una signorina che mi abitava di faccia; e il rimanente del giorno lunghissimo, me lo passava o dormicchiando, o ruminando non saprei che, o il più spesso anche piangendo, né so di che, senza mai trovar pace, né investigare né dubitarmi pure della cagione che me la intorbidava o toglieva. Molti anni dopo, osservandomi un poco meglio, mi convinsi poi che questo era in me un accesso periodico d’ogni anno nella primavera, alle volte in aprile, alle volte anche sino a tutto giugno; e più o meno durevole e da me sentito, secondo che il cuore e la mente si combinavano essere allora più o meno vuoti ed oziosi.”

(Vittorio Alfieri, Vita)


carnevale

28 febbraio 2017

vittorio_alfieri” … e il carnevale (a Napoli), sì per gli spettacoli pubblici, che per le molte private feste e varietà d’oziosi divertimenti, mi riusciva brillante e piacevole più ch’altro mai ch’io avessi veduto in Torino. Con tutto ciò in mezzo a quei nuovi e continui tumulti, libero interamente di me, con bastanti danari, d’età diciott’anni, ed una figura avvenente, io ritrovava per tutto la sazietà, la noia, il dolore. Il mio più vivo piacere era la musica burletta del Teatro Nuovo; ma sempre pure quei suoni, ancorché dilettevoli, lasciavano nell’animo mio una lunghissima romba di malinconia”

(Vittorio Alfieri, Vita)