primavera

9 marzo 2017

IMG_0128“Non so se io abbia più sete di acqua o più sete di musica o più sete di libertà. Sento il sole dietro le imposte. Sento che c’è un’afa di marzo chiara e languida sul canale. Sento che è bassa marea. La primavera entra in me come un nuovo tossico. Ho le reni dolenti, in una sonnolenza rotta di sussulti e di tremori”

(Gabriele d’Annunzio, Notturno)


uomo

9 marzo 2017

IMG_0128“Mi raccontava che nel Carso era anche peggio. Le trincee s’empivano d’acqua, e i fanti stavano con le gambe nell’acqua motosa fino alle ginocchia, per giorni e giorni. Le loro scarpe erano di qualità pessima, scarpe di cartone, fornite dai frodatori che godevano di tutte le indulgenze invece di esser fucilati in massa o forzati a rimaner tre giorni nella morta gora della trincea con quelle loro stesse scarpe ai piedi. Tre giorni – diceva egli – bastano a finire un uomo anche ladro.

(Gabriele d’Annunzio, Notturno)


uomo

9 marzo 2017

IMG_0127“Il burattinaio Mangiafuoco (ché questo era il suo nome) pareva un uomo spaventoso, non dico di no, specie con quella sua barbaccia nera che, a uso di grembiale, gli copriva tutto il petto e tutte le gambe; ma nel fondo poi non era un cattiv’uomo. Prova ne sia che quando vide portarsi davanti quel povero Pinocchio, che si dibatteva per ogni verso, urlando – Non voglio morire, non voglio morire! -, principiò subito a commuoversi e a impietosirsi; e dopo aver resistito un bel pezzo, alla fine non ne poté più, e lasciò andare un sonorosissimo starnuto”

(Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio)