Insegnare a scrivere

15 marzo 2017

I professori si guardano a distanza tra di loro, per quella buona prassi per cui l’operato del collega è insindacabile, non si può criticare, non si può mettere becco sul lavoro dell’altro (poi in verità il becco lo si mette, in sala professori, in sordina, tra una cosa e l’altra, di nascosto). E sembra strano, spesso il collega x non sa proprio nulla del metodo di lavoro del collega y. Nessuno sa nulla ufficialmente (non se ne parla), se non per quello che, in forma di auto-celebrazione, si possa dire durante i consigli di classe. Perché il professore x sappia qualcosa del professore y è necessario un evento straordinario, una indagine del preside, lamentele dei genitori o studenti, una crisi d’identità, un’esplosione di collera, un elogio flautato per i corridoi, cose eccezionali quindi. Nella norma i professori tra loro sono omertosi, ma se vogliono sapere, sanno. Leggi il seguito di questo post »


La più amata, Teresa Ciabatti

15 marzo 2017

IMG_0137Appunti di lettura del romanzo La più amata di Teresa Ciabatti.

La scrittura non si regge da sola. Provate a prendere una pagina a caso, leggerla, non ha presa. Difficile antologizzare. È necessario andare indietro o avanti, perché ciò che vale non è la SCRITTURA, ma la storia. La SCRITTURA, cioè la qualità delle immagini che la scrittura dipinge sono insipide e nominali (volutamente). Ma c’è un rapidissimo flusso narrativo, ovvero una storia che non distrae. Se il romanzo ha qualcosa che lo fa leggere, questa è la storia e un senso continuo di disillusione. La disillusione, e quindi un certo distacco emotivo dalla vita: e questo colora la storia di nero.
È un romanzo nero.

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scuola

15 marzo 2017

teresa_ciabatti_0“I tre anni di medie sono un crescendo di divieti: niente uscite con le amiche, né feste di compleanno. Io a Port’Ercole vado a scuola, fine. Il motivo è che mamma e papà si sono resi conto, o qualcuno glielo ha detto, che nella scuola sul mare i ragazzi sono svegli: sesso, droga, gira anche la droga, Renzo! Li sento discutere: abbiamo sbagliato a mandarla laggiù, dobbiamo salvarla. Solo che io non voglio essere salvata, io voglio rimanere nella scuola sulla collina, con gli amici che mi amano, e il mare, e gli scoiattoli. Sono felice, mamma, papà, per la prima volta in vita mia, piango tragica, sono una donna felice.”

(Teresa Ciabatti, La più amata)


pigrizia

15 marzo 2017

th“La spigola, quell’ombra grigia profilata nell’azzurro, avanza verso di lui e pare immobile, sospesa, come una fortezza volante quando la vedevi arrivare ancora silenziosa nel cerchio tranquillo del mattino. L’occhio fisso, di celluloide, il rilievo delle squame, la testa corrucciata di una maschera cinese – è vicina, vicinissima, a tiro. La Grande Occasione. L’aletta dell’arpione fa da mirino sulla linea smagliante del fucile, lo sguardo segue un punto tra le branchie e le pinne dorsali. Sta per tirare – sarà più di dieci chili, attento, non si può sbagliare!- e la Cosa Temuta si ripete: una pigrizia maledetta che costringe il corpo a disobbedire, la vita che nel momento decisivo ti abbandona. Luccica lì, sul fondo di sabbia, la freccia inutile. La spigola passa lenta, come se lui non ci fosse, quasi potrebbe toccarla, e scompare in una zona d’ombra, nel buio degli scogli.”

(Raffaele La Capria, Ferito a morte)