Uomo

22 maggio 2019

image8” … io ho tante relazioni a Roma, né credo che il deputato, l’uomo politico, si improvvisi a Montecitorio: esso si forma a poco a poco, vivendo nella capitale, frequentando la società.”

(Federico De Roberto, L’Imperio, 1929).


Carne di cavallo

22 maggio 2019

Per chi volesse leggerlo, il mio racconto dal titolo Carne di Cavallo è scaricabile gratuitamente nel link sotto indicato. Scritto nel 2007, è stato revisionato nel 2017 e diviso in brevi capitoli nello stile dei romanzi picareschi.
Una storia a cui sono affezionato, e che non è una satira sociale, bensì la rappresentazione letteraria di un’anima vulnerabile.

Più passa il tempo e maggiore è la forza delle scelte stilistiche e linguistiche che al tempo sono state fatte. Geronimo sono i nostri sogni, di quando eravamo giovanissimi; e quelli che ancora nutriamo in segreto, come unica libertà contro gli artigli dell’utile e del necessario. Alla fine, tutti noi faremo il salto metafisico: spegneremo le macchine d’informazione globale, chiuderemo gli occhi e accenderemo la mente: sceglieremo contro tutto e contro tutti.
Saltiamo il fossato.
Sfuggiamo alla terra, e diventeremo stelle d’amore e salvezza.


Carne di cavallo

Racconto d’amore e macelleria

Due giovani vivono nel paese dei mangiacavalli, e non hanno speranza di uscirne vivi insieme al loro amato cavalluzzo di nome Geronimo. Lui, abusivamente allevato in appartamento, dovrà sfuggire il marrancio di Ciccio Canaglia. Storia surreale, poetica, tra sogno e realtà, più reale dell’immaginazione, più assurda di ogni fatto di cronaca. Una distopia esistenziale, in cui società e fame sono l’unica equivalenza possibile dopo la fine di ogni forma di umanità.

 


Pianoforte

22 maggio 2019

“I e i no s’udivano da destra, da sinistra, saltellanti come le note d’un pianoforte i cui tasti sono toccati a caso. A poco a poco, i dapprima molto scarsi cominciavano a spesseggiare: alla lettera C le due parti s’equilibravano. E a un tratto cominciò una sfilata di , rapidi, impazienti, interrotti a rari intervalli da qualche no sonoro e violento che provocava risate.”

(Federico de Roberto, L’ Imperio, 1929)