Uccelli

luglio 12, 2019

“Seguendo l’uomo nel pioppeto abbiamo scoperto una bella casa signorile d’altri tempi, immersa nell’acqua quasi fino al primo piano. È circondata da abeti, robinie, pruni, ciliegi in riva al Po. Sul balcone si sono arrampicate l’edera e la vitalba avvolgendo tutto, e lassù c’è un merlo che manda richiami a due note. Subito dopo arriva un frinire e chiurlare d’altri uccelli, e cuculi e gracidii nel folto, tutto un risuonare d’abitudini che danno sensazioni comiche.”

(Gianni Celati, Verso la foce, 1989)


Casa

luglio 12, 2019

“Nella pioggia sono andato a vedere la città morta, sotto l’argine verso il fiume. Case abbandonate dopo la grande piena del 1950, la città vecchia è ora tutta invasa dalla natura. Fronde di grandi alberi, cespugli di rovi, liane di vilucchio la avvolgono. Uno stretto sentiero porta ad un intrico di tetti sprofondati, muri su cui sono cresciuti arbusti e alberelli, persiane crollate e ricoperte di terriccio e papaveri. C’è un fico i cui rami sono diventati l’arco d’ingresso ad una casa crollata, e di lì si penetra in un antro buio che forse era un’altra casa, ma adesso sembra una grotta piena di arbusti e di merde.”

(Gianni Celati, Verso la foce, 1989)