The remains of the day

17 giugno 2020

“Non è letteralmente possibile assumere un simile atteggiamento critico nei confronti di un padrone e al tempo stesso fornire un buon servizio”. La frase in lingua originale suona così: For it is, in practice, simply not possible to adopt such a critical attitude towards an employer and at the same time provide good service. È qui l’errore di Mr Stevens. Credere che l’obbedienza al sovrano sia tutto, perché è il sovrano che garantisce la realizzazione individuale del suddito. L’errore consiste nel credere che alcuni valori, come la lealtà, non siano negoziabili. E invece, ci sono momenti nella vita in cui è necessario fare nuove scelte. La felicità è sempre un traguardo personale, contro tutti, anche contro se stessi.


Il paese delle croci

17 giugno 2020

Gianfranco Cambosu ambienta il romanzo a Sas Roches (Le Croci, in sardo barbaricino), paese della Barbagia. Scorrevole e coerente il dettato, vivace nelle similitudini, registro da narratore colto, qualche inserto dialettale nei dialoghi, scritto in terza persona ‘equivoca’: la voce narrante coincide perlopiù col punto di vista del protagonista. Il racconto incuriosisce anche per i riferimenti alla cultura sarda (gastronomia, abiti, archeologia). C’è una rappresentazione strumentalmente univoca di una comunità interna degli anni settanta: accidia burocratica, donne severe e risolute, rigorose e sensuali, uomini beoni e violenti, il fucile sopra il desco, coltelli a serramanico nel taschino, giuramenti impliciti e omertà, il controllo della terra, tante sigarette. Paese di passioni violente, con cui il protagonista entra gradualmente in contatto nel dover indagare su di un omicidio avvenuto quindici anni prima. Descrizioni di dinamiche scolastiche (lui è un prof), il consiglio di classe, i colleghi, le lezioni. Non c’è retorica, in questo. Stringente virata noir a sorpresa, tipo western sardo “arrivano i nostri”. Si apprezza l’abilità nella costruzione del giallo (antropologico?): mostrare a poco a poco una rete di connessioni e interessi che disegnano una società chiusa, povera economicamente ed istintiva, ma orgogliosa. Incipit davvero bello (spiazzante, onirico). La scrittura talvolta ripetitiva negli stilemi (descrizioni minime – lui guarda, pensa, intorno succedono cose che creano tensione ed ambiente). Tutto è detto, spiegato, pensato. Ad eccezione del fatto di cui si indaga e del ruolo definitivo dei personaggi. Il lettore si affida allo scrittore pur di venire a capo dell’omicidio. C’è una storia d’amore o qualcosa del genere, con finale troppo sorprendente. Ma forse è meglio così, più crudo e tremendo, con le colpe dei padri che ricadono sui figli.