Il mestiere del professore (16)

(ancora sul fare i compiti)

Il punto, viene obiettato, è quale modello imitare. Anche lo studente più distratto e ribelle concorda sulla necessità di svolgere esercizi intesi come un’attività d’imitazione di alcuni modelli culturali. Ma quali modelli? E qui l’annosa questione intorno al programma scolastico: Manzoni sì Manzoni no, lo studio del latino, le scelte antologiche.

E su questo, accordandoci che l’ingegno sia assuefazione, sono tante le dispute, sui giornali o per i corridoi, che terminano là dove comincia la libertà d’insegnamento. Se l’ingegno è assuefazione, la cultura è una costruzione artificiale. Per citare Pirandello l’uomo piglia a materia se stesso, e si costruisce, sissignori, come una casa. E la costruzione dura finché non si sgretoli il materiale dei nostri sentimenti e finché duri il cemento della nostra volontà.

E vorrei parafrasare così: il professore piglia a materia se stesso, le proprie assuefazioni, e si costruisce come una casa, e la costruzione dura finché c’é cemento e volontà d’insegnare.

E pertanto non è difficile dedurre quanto sia determinante il mestiere del professore nella scelta del materiale resistente agli smottamenti della società contemporanea.

© fg

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