Il mestiere del professore (5)

(La prima lezione dell’anno)

Il primo giorno di scuola è un evento straordinario per tutti. Il docente riavvia la macchina dell’insegnamento rimasta inattiva per tre quattro mesi. Lo studente ritorna in classe, saluta i compagni e sta lì seduto con le vibrisse tremule, sensibilissimo. Gioca a guardie e ladri, e fa il palo: guarda, spia, pensa, ripensa ai buoni propositi. Si guarda intorno, in silenzio, cerca di capire come cavarsela anche quest’anno. Pertanto, la classe durante la prima lezione dell’anno ha un comportamento inattendibile, truccato dall’aspettativa e dalla simulazione: far bella figura, non mostrarsi per quanto si vale. Il silenzio in aula è irripetibile, memorabile. L’attenzione totale. Grande la suscettibilità. Quindi il primo giorno è il giorno in cui il docente dovrà lasciare un segno per farsi ricordare, e mostrare il proprio marchio di fabbrica: da qui in avanti la classe non sarà più la stessa.

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Il mestiere del professore (4)

(Il programma)

L’obiettivo principe di ogni professore è svolgere fino in fondo il programma come prescritto dalle indicazioni ministeriali. E premetto: i programmi intesi come un rigido elenco vincolante non esistono più da almeno venti anni.

Fare una lettura delle indicazioni ministeriali, anche se non si è del mestiere, aiuta a comprendere in cosa consiste la libertà d’insegnamento. Il docente non è libero nella scelta degli obiettivi formativi (il saper leggere scrivere e far di conto, per intenderci, variati con molteplici sfumature) ed è in parte costretto nella scelta dei contenuti (per esempio non potrebbe cambiare un certo ordine cronologico degli autori della letteratura italiana, anche se, seguendo una logica formativa e tematica, potrebbe presentare un po’ di Montale al terzo anno e riprendere un po’ di Cavalcanti al quinto); ma è libero di scegliere il modo con cui pervenire a un obiettivo disciplinare. Come una guida turistica, considerati gli strumenti a disposizione e soprattutto il divertimento da assicurare ai turisti, è libera di scegliere l’aereo, il treno, il cavallo oppure il cammello, la canoa, la nave, per raggiungere la meta; così Il professore decide il percorso: cosa far studiare, come far studiare, perché far studiare e quando far studiare un determinato argomento. Solo l’obiettivo rimane intatto, e lo raggiungerà seguendo una propria cognizione del mestiere del professore.

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Il mestiere del professore (3)

(Il rientro dalle vacanze)

Al rientro dalle vacanze i professori sono perlopiù abbronzati. Parlo di professori accordando il genere maschile solo per convenzione grammaticale: il discorso è rivolto indiscriminatamente a professori e professoresse che nel mondo della scuola sono numerosissime. La scuola è femminile, direi donna.

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