Il mestiere del professore (11)

(compagni di scuola)

Ancora Shakespeare, Giulio Cesare. Siamo verso la fine. La battaglia di Filippi ha incoronato il vincitore. Al disonore della resa Bruto sceglie l’onore della morte. Chiede a Volunnio, suo servo, di stringere la spada.

“Buon Volunio, tu sai che noi andammo a scuola insieme: per quel nostro stesso antico amore, ti prego, tieni tu l’elsa della mi spada, mentre io mi ci getto sopra”

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Il mestiere del professore (9)

(Compagni di classe)

«Che uomo rude è diventato costui! Era d’animo vivace quando era a scuola». Sono le parole che pronuncia Bruto nella tragedia Giulio Cesare di Shakespeare. Bruto critica il comportamento sospettoso di Casca che declina un invito a cena con una certa ironia (- volete desinare con me domani? – Sì, se sono vivo, e non cambiate di parere e il vostro desinare valga la pena di mangiarlo). Cassio interpreta il comportamento reticente come una forma di autodifesa: per quanto Casca assuma un’aria annoiata e d’apatia, tuttavia la sua «rudezza è il condimento del suo vivace ingegno che dà alla gente stomaco per digerire le sue parole con miglior appetito».

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