Carne di Cavallo

febbraio 2, 2020

Racconto d’amore e macelleria

Francesco Gianino

Due giovani vivono nel paese dei mangia cavalli, e non hanno speranza di uscirne vivi insieme al loro amato cavallo di nome Geronimo. Lui, abusivamente allevato in appartamento, dovrà sfuggire il marrancio di Ciccio Canaglia. Storia surreale, poetica, tra incubo e realtà, più reale dell’immaginazione, più assurda di ogni fatto di cronaca. Una distopia esistenziale, in cui società e cibo sono l’unica equivalenza possibile per raccontare il mondo contemporaneo.

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Storia (story)

giugno 14, 2019

“It was a wrong number that started it, the telephone ringing three time in the dead of night, and the voice on the other end asking for someone he was not. Much later, when he was able to think about things happened to him, he would conclude that nothing was real except chance. But that was much later. In the beginning, there was simply the event and its consequences. Whether it might have turned out differently, or whether it was all predetermined with the first word that came from the stranger’s mouth, is not the question. The question is the story itself, and whether or not it means something is not for the story to tell.”

(Paul Auster, The New York trilogy, 1987)

“Cominciò con un numero sbagliato, tre squilli di telefono nel cuore della notte e la voce all’apparecchio che chiedeva di qualcuno che non era lui. Molto tempo dopo, quando fu in grado di pensare a ciò che gli era accaduto, avrebbe concluso che nulla era reale tranne il caso. Ma questo fu molto tempo dopo. All’inizio, non c’erano che il fatto e le sue conseguenze. La questione non è se si sarebbero potuti sviluppare altrimenti o se invece tutto fosse già stabilito a partire dalla prima parola detta dallo sconosciuto. La questione è la storia in sé: che abbia significato o meno, non spetta alla storia spiegarlo”

(trad. Massimo Bocchiola)