
Ogni romanzo è un destino. Il buon lettore, fattosi prima ingenuo come un pesce, viene catturato dalle esche, dai magli, dall’astuzia tecnica. Poi salta, sguiscia, e se non salta fuori in tempo, muore beato nella padella dello scrittore, quando lo scrittore è autore di mondi e di gesti estetici. Per cucinare il banchetto della felice illusione — per ingannare e al tempo stesso elevare, per seminare intelligenza e coltivare sensibilità per i comuni mortali — ci vuole arte, sapienza, cuore e ricerca di verità.
Le prime cento pagine – soprattutto le prime cento pagine – di Disìo (ripubblicato da Feltrinelli, e già Rizzoli, 2005) hanno un respiro epico-lirico, mescolato a grana mitica e memoria autobiografica. Eros è l’autore sotto le mentite spoglie della celebre scrittrice Silvana Grasso: Eros dalla capigliatura rosso fuoco.
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