di Marco Trainito
Una premessa doverosa a questa nota fortemente critica sul libro di Paolo Nori “Sanguina ancora. L’incredibile vita di Fëdor M. Dostoevskij” (Mondadori 2021), è che l’autore è uno che sa benissimo di cosa parla, essendo un esperto di letteratura russa, nonché un traduttore di classici russi (Puškin, Gogol’, Turgenev, Tolstoj, Cechov, Gončarov e lo stesso Dostoevskij). Questo vuol dire che sull’argomento del suo libro Nori ha dimenticato più di quanto siano in grado di ricordare quasi tutti i suoi lettori, e quindi ha le carte in regola per scrivere una biografia romanzata memorabile su Dostoevskij.
Cosa c’è, dunque, che non va in un libro che sa farsi apprezzare soprattutto per la mole di informazioni che fornisce non solo su Dostoevskij ma anche su una folla di scrittori e critici soprattutto russi che in vario modo hanno avuto a che fare con Dostoevskij?
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