
A colpirlo soprattutto fu il fatto che, da lunedì in poi, sarebbe stato Luzhin. Suo padre – il vero Luzhin, l’anziano Luzhin, l’autore di libri – uscì dalla camera dei bambini con un sorriso, stropicciandosi le mani (già spalmate per la notte con cold cream trasparente) e, con l’andatura serale delle pantofole di camoscio, tornò a passi silenziosi nella camera da letto. Sua moglie era coricata. Si sollevò a mezzo e domandò: “Bene, come è andata?” Luzhin si tolse la vestaglia grigia e rispose: “Ci siamo riusciti. L’ha presa con calma. Auff... mi sono tolto dalle spalle un grosso fardello”. “Meno male…” disse la moglie, tirandosi addosso adagio la coperta di seta. “Dio sia ringraziato, Dio sia ringraziato…”.
(Vladimir Nabokov, The Defense [Zashchita Luzhina], 1930)
trad. Oggero

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