
Uno degli autori antichi di cui è giunta grandissima parte della produzione letteraria è Cicerone. Orazioni politiche e giudiziarie, manuali di scrittura, saggi di filosofia e storia della retorica, raccolte di lettere. Gran parte delle conoscenze dell’ultimo periodo della repubblica di Roma si confrontano col punto di vista, lo sdegno e la passione politica di questo campione dell’arte della persuasione. Leggere Cicerone non è un esercizio liceale, ma un’avventura della conoscenza. Nulla di quanto scritto, è stato fatto per averne un tornaconto economico. D’immagine, sicuramente. Interessi politici, esistenziali. Ma non direttamente economici. Cicerone, per quanto le orazioni circolassero già nelle librerie dell’epoca, non viveva di scrittura. L’otium letterario inoltre non produceva reddito, ma garanzia d’immortalità. Leggere gli antichi è quindi, come fatto di principio, già una promessa di autenticità, una sfida alla morte.
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