Corvo (rook)

giugno 11, 2019
Virginia Woolf

” … How fresh, how calm, stiller than this of course, the air was in the early morning; like the flap of a wave; the kiss of a wave; chill and sharp and yet (for a girl of eighteen as she then was) solemn, feeling as she did, standing there at the open window, that something awful was about to happen; looking at the flowers, at the trees with the smoke winding off them and the rooks rising, falling …'”

(Virginia Woolf, Mrs Dalloway, 1925)

” Com’era fresca, calma, più ferma di qui, naturalmente, l’aria la mattina presto, pareva il tocco di un’onda, il bacio di un’onda; fredda e pungente, e (per una diciottenne com’era lei allora) solenne, perché in piedi di fronte alla finestra aperta lei aveva allora la sensazione che sarebbe successo qualcosa di tremendo, mentre continuava a fissare i fiori, e gli alberi che emergevano dalla nebbia che a cerchi si sollevava fra le cornacchie in volo.”

(trad. Nadia Fusini)


Corvo

giugno 9, 2019
Marcel Proust

“Spesso, quando si rientrava, sulla piazza, la nonna mi faceva fermare per guardare il campanile. Dalle finestre della sua torre, poste a due a due le une sopra le altre, con quella esatta e originale proporzione nelle distanze che non dà bellezza e dignità soltanto ai volti umani, esso liberava, lasciava cadere a intervalli regolari degli stormi di corvi, che per un momento volteggiavano con alte strida, come se le vecchie pietre che li lasciavano roteare senza parer vederli, divenute di colpo inabitabili e sprigionanti un principio d’agitazione infinita, li avessero percossi e respinti. Poi, dopo avere striato in ogni senso il velluto violetto dell’aria della sera, tranquillatisi bruscamente, tornavano ad immergersi nella torre, da nefasta ridivenuta propizia, qualcuno posato qua e là, senza parer muoversi, ma ghermendo forse un insetto, sulla punta d’una guglia, come un gabbiano fermo con l’immobilità d’un pescatore sulla cresta d’un onda.”

(Marcel Proust, Combray, 1913)