“Καὶ ὑπὸ μὲν δὴ τῶν αὺλημάτων καὶ ἐγὼ καὶ ἄλλοι πολλοὶ τοιαῦτα πεπόνθασιν ὑπὸ τοῦδε τοῦ σατύρου”(Platone, Simposio, XXXIII).
Alcibiade si emoziona se ascolta i discorsi di Socrate: il cuore batte forte, piange, si commuove. Si sente come fosse impossibile continuare a vivere nel modo in cui vive. I discorsi di Socrate sconvolgono Alcibiade, e lo possiedono, rivelando il bisogno di Dio e del misteri dell’esistenza (δηλοῖ τοὺς τῶν θεῶν τε καὶ τελετῶν δεομένους). (altro…)
