Dalla lettura dell’ultimo libro di Roberto Calasso, “L’innominabile attuale”, raccolgo spunti di riflessione tutti personali. Il soggetto principale del saggio è l’Homo saecularis. “Rispetto a tutti gli altri regimi, la democrazia non è un pensiero specifico, ma un insieme di procedure, che si pretendono capaci di accogliere in sé qualsiasi pensiero, eccetto quello che si propone di rovesciare la democrazia stessa.” (pag. 25); “i più grandi disastri si sono manifestati quando le società secolari hanno voluto diventare organiche, aspirazione ricorrente di tutte le società che sviluppano il culto di se stesse”. “In una società atomizzata ci si può mimetizzare più facilmente. Non si aspetta che la polizia segreta suoni alla porta alle quattro del mattino”
Non canta più nessuno in televisione. Parlano. Tolta la retorica della voce che vola. Il refrain, in caso, può avere una melodia, che ripete aforisticamente un concetto. “Stiamo tutti bene”. Ironia, non c’è dubbio.
