Casa

“Nella pioggia sono andato a vedere la città morta, sotto l’argine verso il fiume. Case abbandonate dopo la grande piena del 1950, la città vecchia è ora tutta invasa dalla natura. Fronde di grandi alberi, cespugli di rovi, liane di vilucchio la avvolgono. Uno stretto sentiero porta ad un intrico di tetti sprofondati, muri su cui sono cresciuti arbusti e alberelli, persiane crollate e ricoperte di terriccio e papaveri. C’è un fico i cui rami sono diventati l’arco d’ingresso ad una casa crollata, e di lì si penetra in un antro buio che forse era un’altra casa, ma adesso sembra una grotta piena di arbusti e di merde.”

(Gianni Celati, Verso la foce, 1989)

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