
Era agosto, in Andalusia. Fermammo l’automobile sul lato della carreggiata. Avevamo lasciato un paese tutto bianco, e ora in mezzo a un campo di girasoli anneriti dai raggi implacabili del sole ci scattammo una foto. Poi ripartimmo per Siviglia.
Montale nel 1923 scrive Portami il girasole ch’io lo trapianti. Misteriosa è l’identità dell’interlocutore a cui viene chiesto di irrompere nella vita buia del poeta e trasfondere in essa un’essenza di luce e vitalità. Del 1949 è invece la poesia A un girasole di Sergio Solmi, pubblicata nella raccolta Dal balcone.
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