
Falò è l’ultima parola che conclude l’ultimo romanzo di Cesare Pavese. La frase per l’esattezza è la seguente: L’altro anno c’era ancora il segno, come il letto di un falò. Il rogo finale non è propiziatorio, parte di uno scaramantico rito di purificazione e fertilità contadina, bensì è utile per bruciare il corpo di Santina, accusata di essere una spia fascista. Il partigiano Baracca legge l’imputazione d’accusa e la sentenza finale. La ragazza seduta ascolta. Poi è condotta fuori, cerca di scappare, ma è colta da una scarica di mitra. Il corpo viene bruciato. Una donna come lei non si poteva coprirla di terra e lasciarla così. Faceva ancora gola a troppi. Sarmenti e benzina, poi un gran falò.
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