
di Ilaria Graziano
Il breve romanzo La paga del sabato è stato scritto dall’autore piemontese Beppe Fenoglio, ex partigiano durante la seconda guerra mondiale. È un’opera postuma, difatti venne pubblicata da Maria Corti (di cui troviamo la nota) la quale ha ritrovato il manoscritto nel 1969. L’edizione del 1978 si sviluppa in 139 pagine divise in nove capitoli brevi e scorrevoli. Il linguaggio è semplice, schietto, e contribuisce a rendere scorrevole la lettura.
Tutta la trama del romanzo gira attorno a un evento chiave: il ritorno di un soldato (un partigiano per l’esattezza) alla vita monotona, alla “normale” quotidianità, e il tema principale è proprio la difficoltà di adattarsi alla normalità dopo aver vissuto così fortemente durante la guerra. Il romanzo ha qualcosina di autobiografico, difatti l’autore prende spunto dal proprio vissuto. Il protagonista del racconto è Ettore giovane partigiano che si rifiuta di dimenticare la sua esperienza in guerra e quindi non vuole abbandonarsi alla routine di un lavoro dipendente.
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E dopo? Se qualche scrittore scrive frasi fatte, e c’è qualcun altro che nelle frasi fatte si rivede e si specchia, non credi che quella scrittura assolva un compito? Che abbia una funzione? Se ci sono 1,5 milioni di visualizzazioni per un solo pianoforte, non credi che chi ascolta quella musica non ne sia soddisfatto? Non è grande musica, non è grande letteratura, eppure quelle cose lì svolgono una funzione artistica innegabile. Tacciare di incompetenza chi ascolta o legge prodotti di serie B è cosa poco intelligente. Chi ascolta Pincopallo afferma lui stesso di essere un incompetente: e l’incompetenza non è un limite per leggere o ascoltare musica. L’arte non deve necessariamente rivolgersi ai competenti, anzi. Oggi siamo immersi in prodotti per incompetenti, e l’incompetenza è politica. Ribaltamento dei valori? Non c’entrano i valori. Nel momento in cui parliamo di valori (qualcosa uguale per tutti), parliamo di una società già vecchia. Esistono fasce di popolazione, che slittano nel tempo tra i prodotti culturali merce, dal basso a poco a poco verso l’alto, oppure rimangono sempre al piano terra. Ma anche il piano terra, per chi non conosce il grattacielo o soffre di vertigine, ha una sua funzionalità. Il raro e il raffinato, tutto ciò che ha un costo in gioielleria, necessita di qualcuno che possa acquistarlo, e fuor di metafora, chi può acquistare Horcynus Orca? Chi potrebbe acquistare La montagna magica? Con i mezzi di diffusione di massa si riesce a far acquistare a furia di parlarne un malloppazzo indigeribile pseudo-geniale come Infinite Jest, che non rimane nelle classifiche per più di mezza settimana!