Copiato

Una delle competenze che la scuola potenzia maggiormente è quella del copiato.
Alla fine del ciclo di studi lo studente sa copiare, ha il diploma in copiato, in tutte le discipline, in tutte le sue forme. Una volta si copiava dal compagno, oggi le specialità sono molteplici: dal cellulare, ovvio; dal cellulare del compagno lasciato in bagno o dentro lo sciacquone del bagno della scuola; dal cellulare del bidello; dal doppio cellulare che si ha nella tasca del cappotto; copiato dai pizzini, metodo tradizionale, o dal foglio spiegazzato sotto il banco o dentro la manica della giacchetta, come un mago. Copiato mai per migliorare la scrittura, ma per dimostrare quanto si vale, per avere un buon voto, per andare avanti.
E si copia per i compiti in classe.
Ma si copia anche per i compiti a casa. Di tutto. Analisi del testo, versioni, riassunti, esercizi di matematica. Si copia sempre. La prima cosa che pensa lo studente quando gli vengono assegnati i compiti è: dove vado a cercare la soluzione del compito scritto? Da dove lo copio?
Poi ci sono i gruppi what’s up dove circolano soluzioni comunitarie, nei casi estremi.
E l’orale? L’orale non si può copiare, infatti solitamente gli studenti vanno sempre meglio nello scritto che all’orale. Anche gli studenti sanno che scripta manent, verba volant.
E in questo copia copia, in questo studiare trenta minuti al giorno, i professori che ruolo hanno?
I professori quando assegnano compiti che non si possono copiare (analisi del testo di un poeta vivente, versioni di autori cristiani, temi con vincoli di struttura molto rigidi) allora l’indomani il ragazzo avrà dimenticato il quaderno oppure risponderà al professore che non ha potuto copiare sul diario i compiti perché o era assente oppure era in bagno.
Tutti copiano, e lo sanno fare benissimo dopo cinque anni di scuola superiore. Tutti.
Chi non copia solitamente è il più bravo della classe. Una volta il più bravo della classe socializzava perché passava la copia. Oggi la copia non si passa più, si trova.

Ecco perché non ha più senso assegnare compiti neanche in autunno, inverno e primavera.

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