La scuola capovolta

16 luglio 2017

 << Non è più la scuola di una volta, un tempo si filava dritto. Non studia più nessuno, manco i professori. I ragazzi quando termineranno la scuola, rimarranno con le pezze al culo. A che serve la scuola? Se vai su youtube, trovi tutto, e non è un’iperbole.

La scuola serve a far mangiare soldi pubblici. Al massimo servirebbe per dare valore legale agli esami, ma lo studio se lo possono fare a casa, con il computer, comodi, tre ore al giorno concentrati davanti al monitor, secondo me funziona. Poi ogni fine mese si presentano a scuola e sostengono gli esami. Leggi il seguito di questo post »


Incontro scuola famiglia

23 marzo 2017

E sì, non è un derby calcistico. Ma potrebbe essere una partita annunciata per ogni inizio di campionato («Turi, se porti buoni voti t’accatto il motore!»; «se il professore al colloquio mi dice che ti comporti male ti taglio i viveri!», oppure «Mizzica, collega, tutti i pomeriggi a scuola, dieci classi duecentoventi alunni!»). È un incontro sportivo, una rivincita, rivalsa, riscossa, recupero, revanche, riscontro, discussione, soddisfazione, trionfo, corteggiamento … oppure un fastidioso e temuto confronto, per entrambi le squadre, durante il quale si rischia di subire una bruciante sconfitta. Si inizia con molta cautela. Leggi il seguito di questo post »


L’ora buca

16 marzo 2017

Una delle cose più belle della scuola, una delle cose più belle nel fare il professore, è avere un’ora buca, per poter fare tutto ciò che si vuole. Per un’ora sola. E se la scuola è ubicata nel centro della città, si possono fare delle cose, forse le solite cose; quando invece la scuola è  in campagna, se ne fanno delle altre particolarmente belle, e inaspettate.
Come per esempio scoprire che nella zona di Castiglione di Sicilia, ai piedi di questo paese un po’ scrostato dal tempo e dall’incuria, e dal freddo, come anche nei dintorni di Malvagna, Leggi il seguito di questo post »


Insegnare a scrivere

15 marzo 2017

I professori si guardano a distanza tra di loro, per quella buona prassi per cui l’operato del collega è insindacabile, non si può criticare, non si può mettere becco sul lavoro dell’altro (poi in verità il becco lo si mette, in sala professori, in sordina, tra una cosa e l’altra, di nascosto). E sembra strano, spesso il collega x non sa proprio nulla del metodo di lavoro del collega y. Nessuno sa nulla ufficialmente (non se ne parla), se non per quello che, in forma di auto-celebrazione, si possa dire durante i consigli di classe. Perché il professore x sappia qualcosa del professore y è necessario un evento straordinario, una indagine del preside, lamentele dei genitori o studenti, una crisi d’identità, un’esplosione di collera, un elogio flautato per i corridoi, cose eccezionali quindi. Nella norma i professori tra loro sono omertosi, ma se vogliono sapere, sanno. Leggi il seguito di questo post »


scuola

15 marzo 2017

teresa_ciabatti_0“I tre anni di medie sono un crescendo di divieti: niente uscite con le amiche, né feste di compleanno. Io a Port’Ercole vado a scuola, fine. Il motivo è che mamma e papà si sono resi conto, o qualcuno glielo ha detto, che nella scuola sul mare i ragazzi sono svegli: sesso, droga, gira anche la droga, Renzo! Li sento discutere: abbiamo sbagliato a mandarla laggiù, dobbiamo salvarla. Solo che io non voglio essere salvata, io voglio rimanere nella scuola sulla collina, con gli amici che mi amano, e il mare, e gli scoiattoli. Sono felice, mamma, papà, per la prima volta in vita mia, piango tragica, sono una donna felice.”

(Teresa Ciabatti, La più amata)


Alternanza scuola lavoro

12 marzo 2017

L’azienda è un prototipo di luogo in cui l’impiegato si  busca il mensile standard come da contratto, stretta di mano, benvenuto nel mondo del lavoro. E qui mi alzo, e alzo il tono di voce, impossibile a non raccontare che la storia umana abbia un suo perché e studiarla è oltremodo necessario, un dovere che la vita impone a ogni sbarbatello, se di provincia non è un’attenuante, di modo che si abbia un sapere distinto su ciò che possa solo significare, ovvero che senso abbia trovare lavoro quando il lavoro lo offre generosamente la gente, l’amico, lo Stato, il caso, a fornirtelo su un piatto d’argento, come la testa di Pompeo a Cesare. Leggi il seguito di questo post »


Copiato

8 marzo 2017

Una delle competenze che la scuola potenzia maggiormente è quella del copiato.
Alla fine del ciclo di studi lo studente sa copiare, ha il diploma in copiato, in tutte le discipline, in tutte le sue forme. Una volta si copiava dal compagno, oggi le specialità sono molteplici: dal cellulare, ovvio; dal cellulare del compagno lasciato in bagno o dentro lo sciacquone del bagno della scuola; dal cellulare del bidello; dal doppio cellulare che si ha nella tasca del cappotto; copiato dai pizzini, metodo tradizionale, o dal foglio spiegazzato sotto il banco o dentro la manica della giacchetta, come un mago. Copiato mai per migliorare la scrittura, ma per dimostrare quanto si vale, per avere un buon voto, per andare avanti.
E si copia per i compiti in classe. Leggi il seguito di questo post »