“Credo che stare in un paese aiuti a capire come va il mondo o come non va”. È bizzarro, eppure credo che potrebbe essere proprio così. Nelle città non accade più nulla, dicono (ma non ci credo al cento per cento). Nei paesi è lo stesso, eppure il nulla si può osservare, perché si può respirare ancora un’aria dimenticata d’umanità. Diciamo le pietre. C’è paese e paese. Il tempo lento combatte l’accumulo dei desideri. La stasi infligge i suoi dubbi alla noia delle storie e delle parole che non appartengono a nessuno.
I paesi dell’Irpinia, dice Arminio, non sono più come una volta. Il terremoto dell’ottanta li ha modificati. È arrivata la ricostruzione, i contributi e gli scempi architettonici. L’emigrazione aveva prima fatto abbandonare i centri storici e chi ritorna ormai vive nelle case con garage e cancello automatico.
Dalla piazza al divano, questa è la rivoluzione della società incivile (leggi industriale, il vertice della civiltà produttiva e del benessere, a ragione) degli ultimi quarant’anni. Franco Arminio, come in un diario, descrive i luoghi dell’Italia meridionale, e passa in rassegna tutti i paesi. Un catalogo amaro e impietoso di solitudine e desolazione, dove sono più i funerali che le feste di compleanno. Parole durissime, mosse da amore e odio per la propria terra, sono destinate a Bisaccia: paese di vizi e indugi, una specie di cicuta per gli abitanti; Bisaccia, migliore di tanti altri paesi e città, perché resiste un’aura spirituale, quando ovunque persiste il trionfo della miseria di cuore. Allora, scrive Arminio, il mondo a furia di ingrandirsi si è rimpicciolito. La globalizzazione, il cemento, il consumo di massa, ha reso le città uguali a se stesse. Lì non c’è nulla di nuovo. Nei paesi, invece, anche se c’è l’impronta dell’orrore del mondo occidentale, rimane nell’aria, nei ruderi di paesaggio, negli scempi evitati e nelle attese, nel ricordo e nel ritmo di una vita metafisica, la possibilità di una civiltà spirituale: l’unico luogo in cui avrebbe senso per un artista vivere: sentire il deserto, cercare Dio pur conoscendo il diavolo.

Lascia un commento