I P P O P A R T Y

febbraio 2, 2020
I P P O PA R T Y

Eugenia è stufa del genere maschile, ma non può farne a meno. Giulio vive in un paese disarticolato e accudisce il padre. Lisa ama le donne e cerca marito. Una scrittura vivace e ironica, politicamente scorretta. Un romanzo sperimentale che indaga sulla confusione dei valori. La cultura, la scuola, l’amore, la maternità, la morte, i centri commerciali, i paesi, i social… il mondo contemporaneo bruciato e vaporizzato da un apocalittico Ippoparty

Vincitore del premio Etnabook 2019 come miglior inedito.

scarica ebook da amazon.it

vai al libro cartaceo


Spaesamento (1)

dicembre 22, 2017

I  migliori compagni della nostra età sono gli elettrodomestici. Necessari, inseparabili, invasivi, condizionanti, creano dipendenze, e per questo ci fanno felici. Mi astengo dal formulare un elenco dei nostri  parenti di ultima generazione.
È un ideale contemporaneo: fare della vita un peso leggero.

Andavo per sentieri soliti di montagna, ho osservato un’antenna altissima, ripetitore di frequenze elettromagnetiche. La strada asfaltata era smottata dalla innumerevole pioggia novembrina che dopo aver intriso d’umore il terreno, scivolerà in torrente e porterà con sé terriccio e fango a forza, fin sopra al paese; e la montagna, dicono, si muove. Ormai la montagna cammina come un vecchio cieco.
L’antenna altissima, e piloni di cavi elettrici a distanze misurate. In cielo un rombo aereo dipinge l’azzurro di vertigine, come fossimo sempre più giù, dentro un pozzo colorato di blu. Non conosco i nomi degli alberi.

Leggi il seguito di questo post »


Viaggio nel cratere, Franco Arminio

marzo 18, 2017

IMG_0139“Credo che stare in un paese aiuti a capire come va il mondo o come non va”. È bizzarro, eppure credo che potrebbe essere proprio così. Nelle città non accade più nulla, dicono (ma non ci credo al cento per cento). Nei paesi è lo stesso, eppure il nulla si può osservare, perché si può respirare ancora un’aria dimenticata d’umanità. Diciamo le pietre. C’è paese e paese. Il tempo lento combatte l’accumulo dei desideri. La stasi infligge i suoi dubbi alla noia delle storie e delle parole che non appartengono a nessuno.
I paesi dell’Irpinia, dice Arminio, non sono più come una volta. Il terremoto dell’ottanta li ha modificati. È arrivata la ricostruzione, i contributi e gli scempi architettonici. L’emigrazione aveva prima fatto abbandonare i centri storici e chi ritorna ormai vive nelle case con garage e cancello automatico.
Leggi il seguito di questo post »


parco archeologico

dicembre 20, 2016

Questo è un parco archeologico come le rovine di Pompei. La rovina di un paese, qualsivoglia paese, di tutti i paesi e di tutti i resti amabili perché sconfitti dalla storia e dal tempo. Ecco i nuovi luoghi antichi che vengono dal passato più recente, che come resti archeologici traboccano di visioni, sogni, ideali di una civiltà scomparsa e sconfitta: senza più amore, senza cura, corpi disfatti dalla fame e dall’emarginazione. Sono questi, e quanti ancora s’aggrappano a quel cuore in armonia col mistero della vita. È stato sradicato un albero secolare. La legna arde in altri luoghi.