Sesso e apocalisse a Istanbul

downloadL’ho trovato nello scaffale dedicato alla narrativa erotica. Apocalisse e sesso a Istanbul, di Giuseppe Conte. Una storia in cui la biografia, chiamiamola così, di un ragazzo arruolato nell’Isis, incontra la narrazione di un rapporto sentimentale tra i due protagonisti, un ex libraio e una donna sposata. La temperatura della narrazione si alza per i contenuti esplicitamente erotici. Terrorismo e sessualità, gli ingredienti del romanzo. Se Michel Houellebecq (scrittore francese dichiaratamente citato dall’autore) avrebbe, come solitamente fa, aggiunto un discorso politico e sociale di ampio respiro, Conte crea un contrasto tra un fanatismo religioso e criminale, che tuttavia nasconde il desiderio di un riscatto e la realizzazione di una idealità; e il torpore miscredente e materialista della società occidentale. Contrasto sommerso nell’eros: l’incandescenza sensuale dei non più giovani Giona e Vero (i protagonisti) sembra essere l’unico orizzonte di felicità. E questa felice trasgressione, impossibile da realizzare in patria per motivi contingenti, prende casa a Istanbul. L’esplosione del piacere, quello che si autoalimenta con la passione carnale, è osteggiato dal terrorismo islamico. Il finale riscatta il protagonista con un gesto eroico, il suo unico gesto politico.

Mi verrebbe da chiedere all’autore perché abbia scritto questo romanzo; quale sia stata la necessità.

Fuori tema: in provincia non c’è il rumore della città e l’informazione è quasi un vangelo per scettici. L’esplosione dei sensi in provincia dura poco. C’è poco da nascondere. Le stanze d’albergo sono poche e vuote. Non ci sono librerie e le biblioteche sono chiuse. Quando si celebra un funerale è come una festa, tanta è la gente che si ritrova e si rivede. Il giorno per giorno è immobile. Il film di Guadagnino non fa parlare di sé, dico del suo contenuto, credo che non ci si voglia impelagare in discussioni da far scintille. Tutto è taciuto, mi pare. Sottinteso. Anche perché non ci sarebbe proprio nulla da dirsi se non quello che si vede. Il resto sarebbe ideologia o pregiudizio.

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