Il Bacio di Giada

febbraio 22, 2020

In cortile i camerieri capovolgono le sedie sui tavoli.
C’è anche chi soffia fumo dal naso.
– Convivo con le vertigini – ha continuato a dire Patrizio nella testa di Mario. – È normale avere la vista annebbiata quando hai un calo di zuccheri. – Mario annuisce, vorrebbe saperne di più. – Sto davvero molto male – confessa Patrizio. – Ho preso una decisione. Non mangerò più carboidrati. Il cervello ha bisogno di zuccheri? Quelli naturali bastano, frutta e verdura. Dopo due anni che stai così male, ti aggrappi a tutto. I carboidrati danno false sensazioni di sazietà generando improvvisi cali glicemici che richiedono altri carboidrati… è un circolo vizioso. Convivere coi tremori? No, basta. Fino a qualche anno fa viaggiavo. Ora sono finito. Vado a lavoro solo per uno strano equilibrio psicofisico. A casa invece è un’agonia. I dottori? Non mi hanno saputo dire nulla. Tac, risonanze, lastre. Niente. Scusami per lo sfogo, sei l’unico con cui posso parlare.

Patrizio riprende il coltello e taglia un boccone di carne, Mario invece sorseggia vino rosso. Il cielo sgombro di nuvole è buio. Il cortile adesso è spazioso, un bivacco fumante. Mario è arrivato alla conclusione che c’è sempre qualcuno che sta peggio di qualcun altro. Questa constatazione lo fa stare meglio. Le persone alla fine tutte hanno i loro problemi. Mario, pure lui, ha i suoi problemi a lavoro, una madre rompicoglioni, la gente in giro che non si sa più chi sia. Il suo unico pensiero positivo è Giada, quell’inconsueta combinazione tra il cervello femmina e la femmina animale. 

Intanto Patrizio continua a raccontare quanto sia difficile vivere agitati dalla paura che qualcosa improvvisamente possa accadere, qualcosa di veramente brutto: l’angoscia di essere trasportati in una corsia d’ospedale in cui gli estranei osservano dall’alto in basso e sorridono per offrire un po’ di carità, e tu invece non te ne fai niente della compassione. Vorresti avere accanto un altro te stesso che tieni per mano mentre il dottore tasta lo stomaco. Patrizio se ne frega della commiserazione. L’unica cosa che potrebbe accettare è la compassione di un prete che per aiutare gli altri non percepisce stipendio. Un prete è più serio della gente ordinaria. Non sorride dispiaciuto. Un prete sa quanto si soffra a vivere soli. Non regala aria fritta. E questo fatto che il prete riconosce la solitudine e non regala aria fritta, fa venire gli occhi lucidi a Patrizio che a questo punto interrompe il ragionamento. Vive un momento difficile. Per lui, che ha sempre considerato la vita intellettiva una scelta esistenziale, quando è il momento di commuoversi, si è fatto già troppo tardi.

Leggi tutto il racconto qui.


Carne di cavallo

maggio 22, 2019

Per chi volesse leggerlo, il mio racconto dal titolo Carne di Cavallo è scaricabile gratuitamente nel link sotto indicato. Scritto nel 2007, è stato revisionato nel 2017 e diviso in brevi capitoli nello stile dei romanzi picareschi.
Una storia a cui sono affezionato, e che non è una satira sociale, bensì la rappresentazione letteraria di un’anima vulnerabile.

Più passa il tempo e maggiore è la forza delle scelte stilistiche e linguistiche che al tempo sono state fatte. Geronimo sono i nostri sogni, di quando eravamo giovanissimi; e quelli che ancora nutriamo in segreto, come unica libertà contro gli artigli dell’utile e del necessario. Alla fine, tutti noi faremo il salto metafisico: spegneremo le macchine d’informazione globale, chiuderemo gli occhi e accenderemo la mente: sceglieremo contro tutto e contro tutti.
Saltiamo il fossato.
Sfuggiamo alla terra, e diventeremo stelle d’amore e salvezza.


Carne di cavallo

Racconto d’amore e macelleria

Due giovani vivono nel paese dei mangiacavalli, e non hanno speranza di uscirne vivi insieme al loro amato cavalluzzo di nome Geronimo. Lui, abusivamente allevato in appartamento, dovrà sfuggire il marrancio di Ciccio Canaglia. Storia surreale, poetica, tra sogno e realtà, più reale dell’immaginazione, più assurda di ogni fatto di cronaca. Una distopia esistenziale, in cui società e fame sono l’unica equivalenza possibile dopo la fine di ogni forma di umanità.

 


La scuola capovolta

luglio 16, 2017

 << Non è più la scuola di una volta, un tempo si filava dritto. Non studia più nessuno, manco i professori. I ragazzi quando termineranno la scuola, rimarranno con le pezze al culo. A che serve la scuola? Se vai su youtube, trovi tutto, e non è un’iperbole.

La scuola serve a far mangiare soldi pubblici. Al massimo servirebbe per dare valore legale agli esami, ma lo studio se lo possono fare a casa, con il computer, comodi, tre ore al giorno concentrati davanti al monitor, secondo me funziona. Poi ogni fine mese si presentano a scuola e sostengono gli esami. Leggi il seguito di questo post »


Bacio

aprile 1, 2017

Il dito tra le tue labbra
scorre liquido e
la breve via
da qui a lì
si bea d’un morso
d’usignolo tra i pini del Gianicolo.
E ridi, piccola,
ridi dei capricci della musica.


Sole

marzo 27, 2017

“Fu acquistata una nuova 41Xew0YFCHL._UX250_apparecchiatura per la produzione di ‘sole artificiale d’alta quota’ poiché le due già disponibili non bastavano a coprire il fabbisogno di coloro che volevano abbronzarsi elettricamente, il che donava un bell’aspetto alle donne giovani non meno che a quelle più mature, e conferiva agli uomini, nonostante lo stile di vita orizzontale, una magnifica apparenza sportiva, da veri conquistatori”

(Thomas Mann, La montagna magica)


La più amata, Teresa Ciabatti

marzo 15, 2017

IMG_0137Appunti di lettura del romanzo La più amata di Teresa Ciabatti.

La scrittura non si regge da sola. Provate a prendere una pagina a caso, leggerla, non ha presa. Difficile antologizzare. È necessario andare indietro o avanti, perché ciò che vale non è la SCRITTURA, ma la storia. La SCRITTURA, cioè la qualità delle immagini che la scrittura dipinge sono insipide e nominali (volutamente). Ma c’è un rapidissimo flusso narrativo, ovvero una storia che non distrae. Se il romanzo ha qualcosa che lo fa leggere, questa è la storia e un senso continuo di disillusione. La disillusione, e quindi un certo distacco emotivo dalla vita: e questo colora la storia di nero.
È un romanzo nero.

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Paradiso

febbraio 23, 2017

Un pomeriggio

in paradiso sono stato

e poi sono ritornato tra i mortali.

 

Il cuore sa

dove martella illusione

abita felicità.