Uomo

luglio 10, 2019

Nella hall del Sophitel, l’unica cosa che mi attira è una scultura indigena di legno a grandezza naturale, davanti alla porta del terrazzo. Bellissima scultura che viene dalla Cassamance, credo, e rappresenta l’uomo bianco come esploratore, dotato di cappello da esploratore, fucile da cacciatore, calzoni corti da vacanza turistica. È una figura che coglie l’essenza comica dell’uomo bianco. Perché i bianchi hanno sempre l’aria di dire: “Tutto sotto controllo, sono calmo, vedete?” Lo dicono con gli sguardi, con i vestiti, con le automobili, con i calzoni corti da vacanza, con tutti i segni della moda, oppure col fucile da cacciatore. Ma l’ansia di padroneggiare le stazioni li rende quasi tutti comici o scomposti, sempre col pensiero in una mappa, in un codice legale, nel progetto d’un futuro, nella nostalgia d’un passato, mai qui nell’indistinto presente dei momenti qualsiasi. Forse è la loro natura, come quella degli uccelli, alcuni più scomposti di altri, alcuni più leggeri o più pesanti, ma ognuno obbligato a fare quei voli come se andasse dietro alle sue chimere.

(Gianni Celati, Avventure in Africa, 1998)


Uomo

maggio 22, 2019

image8” … io ho tante relazioni a Roma, né credo che il deputato, l’uomo politico, si improvvisi a Montecitorio: esso si forma a poco a poco, vivendo nella capitale, frequentando la società.”

(Federico De Roberto, L’Imperio, 1929).


uomo

marzo 9, 2017

IMG_0128“Mi raccontava che nel Carso era anche peggio. Le trincee s’empivano d’acqua, e i fanti stavano con le gambe nell’acqua motosa fino alle ginocchia, per giorni e giorni. Le loro scarpe erano di qualità pessima, scarpe di cartone, fornite dai frodatori che godevano di tutte le indulgenze invece di esser fucilati in massa o forzati a rimaner tre giorni nella morta gora della trincea con quelle loro stesse scarpe ai piedi. Tre giorni – diceva egli – bastano a finire un uomo anche ladro.

(Gabriele d’Annunzio, Notturno)


uomo

marzo 9, 2017

IMG_0127“Il burattinaio Mangiafuoco (ché questo era il suo nome) pareva un uomo spaventoso, non dico di no, specie con quella sua barbaccia nera che, a uso di grembiale, gli copriva tutto il petto e tutte le gambe; ma nel fondo poi non era un cattiv’uomo. Prova ne sia che quando vide portarsi davanti quel povero Pinocchio, che si dibatteva per ogni verso, urlando – Non voglio morire, non voglio morire! -, principiò subito a commuoversi e a impietosirsi; e dopo aver resistito un bel pezzo, alla fine non ne poté più, e lasciò andare un sonorosissimo starnuto”

(Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio)