Cavalcare

marzo 30, 2017

vittorio_alfieri“Mi andava provando di leggere qualche cosuccia, ma non intendeva neppur la gazzetta, non che alcun menomo libro; e mi accadeva di aver letto delle pagine intere cogli occhi, e talor con le labbra, senza pure saper una parola di quel ch’avessi letto. Andava bensí cavalcando nei luoghi solitari, e questo soltanto mi giovava un poco sì allo spirito che al corpo.”

(Vittorio Alfieri,  Vita)


Cavallo

marzo 29, 2017

vittorio_alfieri“Alcuni giorni dopo essere arrivato a Barcellona, siccome i miei cavalli inglesi erano rimasti in Inghilterra,  venduti tutti, fuorché il bellissimo lasciato in custodia al marchese Caraccioli; e siccome io senza cavalli non son neppur mezzo, subito comprai due cavalli, di cui uno d’Andalusia della razza dei certosini di Xerez, stupendo animale, castagno d’oro; l’altro un hacha cordovese, più piccolo, ma eccellente, e spiritosissimo. Dacché era nato sempre avea desiderato cavalli di Spagna, che difficilmente si possono estrarre: onde non mi parea vero di averne due sì belli; e questi mi sollevavano assai più che Montaigne. E su questi io disegnava di fare tutto il mio viaggio di Spagna.”

(Vittorio Alfieri, Vita)


Cavallo

marzo 28, 2017

vittorio_alfieri“E da questo ne nacque la compra del mio primo cavallo, che venne meco nella villeggiatura di Cumiana. era questo cavallo un bellissino sardo, di mantello bianco, di fattezze distinte, massime la testa, l’incollatura ed il petto. Lo amai con furore, e non me lo rammento mai senza una vivissima emozione. La mia passione per esso andò al segno di guastarmi la quiete, togliermi la fame ed il sonno, ogni qual volta egli aveva alcuno incomoduccio; il che succedeva assai spesso, perché egli era molto ardente e delicato ad un tempo; e quando poi l’aveva fra le gambe, il mio affetto non m’impediva di tormentarlo e malmenarlo anche tal volta quando non volea fare a modo mio. La delicatezza di questo prezioso animale mi servì ben tosto di pretesto per volerne un altro di più, e dopo quello due altri di carrozza, e poi uno di calessetto, e poi due altri di sella, e così in men d’un anno arrivai sino a otto, fra gli schiamazza del tenacissimo curatore, ch’io lasciava pur cantare a suo piacimento.”

(Vittorio Alfieri, Vita)


Donna

marzo 23, 2017

vittorio_alfieri“Tale fu la fiamma che da quel punto in poi si andò a poco a poco ponendo in cima d’ogni mio affetto e pensiero, e che non si spegnerà oramai più in me se non colla vita. Avvistomi in capo a due mesi che la mia vera donna era quella, poiché invece di ritrovare in essa, come in tutte le volgari donne, un ostacolo alla gloria letteraria, un disturbo alle utili occupazioni, ed un rimpicciolimento direi di pensieri, io ci ritrovava e sprone e conforto ed esempio ad ogni bell’opera; io, conosciuto e apprezzato un sì raro tesoro, mi diedi allora, perdutissimamente a lei. E non errai per certo, poiché più di dodici anni dopo, mentr’io sto scrivendo queste chiacchiere, entrato oramai nella sgradita stagione dei disinganni, vieppiù sempre di essa mi accendo quanto più vanno per legge di tempo scemando in lei quei non suoi pregi passeggieri della caduca bellezza. Ma in lei si innalza, addolcisce, e migliorasi di giorno in giorno il mio animo; ed ardirò dire e creder lo stesso di essa, la quale in me forse appoggia e corrobora il suo.”

(Vittorio Alfieri, Vita)


sedia

marzo 17, 2017

vittorio_alfieri“Non mi trovava almeno più nella dura e risibile necessità di farmi legare su la mia seggiola, come avea praticato più volte fin allora, per impedire in tal modo me stesso da potere fuggire di casa, e ritornare al mio carcere. Questo era anche uno dei tanti compensi ch’io aveva ritrovati per rinsavirmi a viva forza. Stavano i miei legami nascosti sotto il mantellone in cui mi avviluppava, ed avendo libere le mani per leggere, o scrivere, o picchiarmi la testa, chiunque veniva a vedermi non s’accorgeva punto che io fossi attaccato della persona alla seggiola. E cosí ci passava dell’ore non poche. Il solo Elia, che era il legatore, era a parte di questo segreto; e mi scioglieva egli poi, quando io sentendomi passato quell’eccesso di furiosa imbecillità, sicuro di me, e riassodato il proponimento, gli accennava di sciogliermi.”

(Vittorio Alfieri, Vita)


viaggio

marzo 6, 2017

vittorio_alfieri“Ed in fatti poi, dopo molti altri viaggi e molta più esperienza, i due soli paesi dell’Europa che mi hanno sempre lasciato desiderio di sé, sono stati l’Inghilterra e l’Italia, quella, in quanto l’arte ne ha per così dire soggiogata o trasfigurata la natura; questa, in quanto la natura sempre vi è robustamente risorta a fare in mille diversi modi vendetta dei suoi spesso tristi e sempre inoperosi governi.”

(Vittorio Alfieri, Vita)