La Morale del Criceto

febbraio 25, 2020

Il secondo capitolo della Trilogia del Cavallo

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I P P O P A R T Y

febbraio 2, 2020
I P P O PA R T Y

Eugenia è stufa del genere maschile, ma non può farne a meno. Giulio vive in un paese disarticolato e accudisce il padre. Lisa ama le donne e cerca marito. Una scrittura vivace e ironica, politicamente scorretta. Un romanzo sperimentale che indaga sulla confusione dei valori. La cultura, la scuola, l’amore, la maternità, la morte, i centri commerciali, i paesi, i social… il mondo contemporaneo bruciato e vaporizzato da un apocalittico Ippoparty

Vincitore del premio Etnabook 2019 come miglior inedito.

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Carne di Cavallo

febbraio 2, 2020

Racconto d’amore e macelleria

Francesco Gianino

Due giovani vivono nel paese dei mangia cavalli, e non hanno speranza di uscirne vivi insieme al loro amato cavallo di nome Geronimo. Lui, abusivamente allevato in appartamento, dovrà sfuggire il marrancio di Ciccio Canaglia. Storia surreale, poetica, tra incubo e realtà, più reale dell’immaginazione, più assurda di ogni fatto di cronaca. Una distopia esistenziale, in cui società e cibo sono l’unica equivalenza possibile per raccontare il mondo contemporaneo.

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Cavallo

maggio 23, 2019

” La più strana figura di donna che egli avesse mai veduta: lunga, magra, dinoccolata, coi denti scoperti come un cavallo annitrente, con indosso un abito straordinariamente vistoso, roseo e giallo: la vecchia miss inglese dei giornali di caricature, una maschera di carnevale […] Ella scoteva il capo dall’alto in basso, come un cavallo che senta la briglia, mentre intingeva un biscotto nel the.”

(Federico De Roberto, L’Imperio, 1929)


 


Carne di cavallo

maggio 22, 2019

Per chi volesse leggerlo, il mio racconto dal titolo Carne di Cavallo è scaricabile gratuitamente nel link sotto indicato. Scritto nel 2007, è stato revisionato nel 2017 e diviso in brevi capitoli nello stile dei romanzi picareschi.
Una storia a cui sono affezionato, e che non è una satira sociale, bensì la rappresentazione letteraria di un’anima vulnerabile.

Più passa il tempo e maggiore è la forza delle scelte stilistiche e linguistiche che al tempo sono state fatte. Geronimo sono i nostri sogni, di quando eravamo giovanissimi; e quelli che ancora nutriamo in segreto, come unica libertà contro gli artigli dell’utile e del necessario. Alla fine, tutti noi faremo il salto metafisico: spegneremo le macchine d’informazione globale, chiuderemo gli occhi e accenderemo la mente: sceglieremo contro tutto e contro tutti.
Saltiamo il fossato.
Sfuggiamo alla terra, e diventeremo stelle d’amore e salvezza.


Carne di cavallo

Racconto d’amore e macelleria

Due giovani vivono nel paese dei mangiacavalli, e non hanno speranza di uscirne vivi insieme al loro amato cavalluzzo di nome Geronimo. Lui, abusivamente allevato in appartamento, dovrà sfuggire il marrancio di Ciccio Canaglia. Storia surreale, poetica, tra sogno e realtà, più reale dell’immaginazione, più assurda di ogni fatto di cronaca. Una distopia esistenziale, in cui società e fame sono l’unica equivalenza possibile dopo la fine di ogni forma di umanità.

 


Cavalcare

marzo 30, 2017

vittorio_alfieri“Mi andava provando di leggere qualche cosuccia, ma non intendeva neppur la gazzetta, non che alcun menomo libro; e mi accadeva di aver letto delle pagine intere cogli occhi, e talor con le labbra, senza pure saper una parola di quel ch’avessi letto. Andava bensí cavalcando nei luoghi solitari, e questo soltanto mi giovava un poco sì allo spirito che al corpo.”

(Vittorio Alfieri,  Vita)


Cavallo

marzo 29, 2017

vittorio_alfieri“Alcuni giorni dopo essere arrivato a Barcellona, siccome i miei cavalli inglesi erano rimasti in Inghilterra,  venduti tutti, fuorché il bellissimo lasciato in custodia al marchese Caraccioli; e siccome io senza cavalli non son neppur mezzo, subito comprai due cavalli, di cui uno d’Andalusia della razza dei certosini di Xerez, stupendo animale, castagno d’oro; l’altro un hacha cordovese, più piccolo, ma eccellente, e spiritosissimo. Dacché era nato sempre avea desiderato cavalli di Spagna, che difficilmente si possono estrarre: onde non mi parea vero di averne due sì belli; e questi mi sollevavano assai più che Montaigne. E su questi io disegnava di fare tutto il mio viaggio di Spagna.”

(Vittorio Alfieri, Vita)