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Provincia Letteraria

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  • Chi sono
  • Voce (voice)

    Joseph Conrad

    I had never imagined him as doing, you know, but as discoursing. I didn’t say to myself, ‘Now I will never shake him by the hand,’ buta, ‘Now I will never hear him’. The man presented himself as a voice. Not of course that I did not connect him with some sort of action. […].That was not the point. The point was in his being a gifted creature, and that of all his gifts the one that stood out pre-eminentle, that carried with it a sense of real presence, was his ability to talk, his words – the gift of expression, the bewildering, the illuminating, the most exalted and the most contemptible, the pulsating stream of light, or the deceitful flow from the heart of an impenetrable darkness.

    (Joseph Conrad, Heart of Darkness, 1899)

    “Feci la strana scoperta di non averlo (Kurtz) mai immaginato intento a fare qualcosa, non so se mi spiego, ma solo a discorrere. Non mi dicevo: ‘Ora non lo vedrò più’, oppure: ‘Ora non potrò più stringergli la mano’. ma: ‘Ora non lo udrò più.’ Quell’uomo si presentava come una voce. Non che non lo collegassi con certe azioni, ovviamente. […]. Non era questo il punto. Il punto stava nel suo essere una creatura dotata, e tra tutte le sue doti quella che emergeva maggiormente, quella che suggeriva l’impressione di una reale presenza era la sua abilità discorsiva, le sue parole – il dono dell’espressione, stupefacente, illuminante, esaltante e spregevole al massimo grado, un fiume di luce pulsante o l’infido fluire da un cuore di impenetrabili tenebre” (trad. Rossella Bernascone)

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    26 Maggio 2019
    conrad, heart fo darkness, voce, voice

  • Bianco e nero

    Il mondo è colorato

    di blu nel cielo

    un arcobaleno di fiori e alberi

    verdi, ma tu, cuore mio, t’ostini

    al bianco e nero dei ricordi,

    al cinematografo della gioventù.

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    26 Maggio 2019
    gioventù, poesia

  • Polizia (cops)

    Saul Bellow

    “Cops have their own way of ringing a doorbell. They ring like brutes. Of course, we are entering an entirely new stage in the history of human consciousness. Policemen take psychology courses and have some feeling for the comedy of urban life. The two heavy men who stood on my Persian carpet carried guns, clubs, cuffs, bullets, walkie-talkies. Such an unusual case – a Mercedes beaten in the street – amused them. This pair of black giants had a squad-car odor, the smell of close quarters. Their hardware clinked, their hips and bellies swelled and bulged.”

    (Saul Bellow, Humboldt’s gift, 1975)

    “La polizia ha un modo tutto suo per suonare alla porta. Premono il campanello come bruti. Certo, stiamo entrando in una fase del tutto nuova per quel che riguarda la storia della consapevolezza umana. I poliziotti prendono lezioni di psicologia e cominciano ad afferrare il lato comico della vita. I due omaccioni che stava là in piedi sul mio tappeto persiano avevano con sé pistole, sfollagente, manette, radio ricetrasmittenti portatili. Un caso così insolito – una Mercedes presa a bastonate – li divertiva. Quei due giganti neri avevano indosso un odor di caserma, di auto, di chiuso. Le loro ferraglie tintinnavano, le panze gli traboccavano dai contorni, gonfie, tese”

    (Trad. P. F. Paolini)

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    26 Maggio 2019
    cops, il dono di humbdolt, polizia, Saul Bellow

  • Occhiali

    “In quel momento, donna Rosa si toglieva dal collo del vestito l’astuccio degli occhiali, e con cura infinita lo apriva. Una specie d’insetto lucentissimo, con due occhi grandi e due antenne ricurve, scintillò in un raggio smorto di sole, nella mano lunga e rossa di donna Rosa, in mezzo a quella povera gente ammirata”.

    (Anna Maria Ortese, Il mare non bagna Napoli, 1953)

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    25 Maggio 2019

  • Verità (truth)

    “He must meet that truth with his own true stuff – with his own inborn strenght. Principles? Principles won’t do. Acquisitions, clothes, pretty rags – rags that would fly off at the first shake. No; you want a deliberate belief. An appeal to me in this fiendish row – is there? Very well; I hear: I admit, but I have a voice too, and for good or evil mine is the speech that cannot be silenced. Of course, a fool, what with sheer fright and fine sentiments, is always safe.”

    (Joseph Conrad, Heart of Darkness, 1899)


    “Si deve affrontare quella verità con la propria autentica sostanza – con la propria forza innata. I principi? Quelli non servono. Sono cose acquisite, vestiti, stracci ornamentali – stracci che se ne volano via alla prima scrollata vigorosa. No; quel che ci vuole è un credo deliberato. C’è qualcosa che mi attrae in quel chiasso infernale – sì? Benissimo; mi metto in ascolto; lo ammetto, ma ho anch’io una voce, e nel bene e nel male la mia parola non si lascerà zittire. Ovviamente uno sciocco è sempre al sicuro, tra la paura dichiarata e i buoni sentimenti.”

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    24 Maggio 2019
    conrad, heart of darkness, verità

  • Viaggiare (travelling)

    “Going up that river was like travelling back to earliest beginnings of the world, when vegetation rioted on the earth and the big trees were kings. An empty stream, a great silence, an impenetrable forest. The air was warm, thick, heavy, sluggish. There was no joy in the brilliance of sunshine.”

    (Joseph Conrad, Heart of Darkness, 1899)


    “Risalire quel fiume era come viaggiare a ritroso verso i più remoti primordi del mondo, quando  la vegetazione invadeva la terra e i grandi alberi ne erano sovrani. Un corso d’acqua deserto, un silenzio profondo, una foresta impenetrabile. L’aria era calda, spessa, greve, ferma. Nella luce del sole non brillava gioia alcuna.”

     

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    24 Maggio 2019
    conrad, cuore di tenebra, travel, viaggiare

  • Cavallo

    ” La più strana figura di donna che egli avesse mai veduta: lunga, magra, dinoccolata, coi denti scoperti come un cavallo annitrente, con indosso un abito straordinariamente vistoso, roseo e giallo: la vecchia miss inglese dei giornali di caricature, una maschera di carnevale […] Ella scoteva il capo dall’alto in basso, come un cavallo che senta la briglia, mentre intingeva un biscotto nel the.”

    (Federico De Roberto, L’Imperio, 1929)


     

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    23 Maggio 2019
    cavallo, de roberto, imperio

  • Uomo

    image8” … io ho tante relazioni a Roma, né credo che il deputato, l’uomo politico, si improvvisi a Montecitorio: esso si forma a poco a poco, vivendo nella capitale, frequentando la società.”

    (Federico De Roberto, L’Imperio, 1929).

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    22 Maggio 2019

  • Pianoforte

    “I sì e i no s’udivano da destra, da sinistra, saltellanti come le note d’un pianoforte i cui tasti sono toccati a caso. A poco a poco, i sì dapprima molto scarsi cominciavano a spesseggiare: alla lettera C le due parti s’equilibravano. E a un tratto cominciò una sfilata di sì, rapidi, impazienti, interrotti a rari intervalli da qualche no sonoro e violento che provocava risate.”

    (Federico de Roberto, L’ Imperio, 1929)


     

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    22 Maggio 2019
    de roberto, l’imperio, note, votazioni

  • Kafka e Boccaccio

    Boccaccio, la novella di Rinaldo D’Este, seconda giornata. Rinaldo, mercante devoto a san Giuliano, è derubato. Di notte trova riparo sotto la sporgenza di una casa. Non può entrare dentro le mura del castello. Il ponte levatoio è chiuso. Fuori c’è freddo, nevica. Trema Rinaldo, è malmesso. I gemiti di sofferenza sono uditi da una donna rimasta sola in casa. Mossa da umanità e desiderio, decide di dare ospitalità all’uomo. Offre un bagno caldo, la cena e la propria persona (“la donna, che tutta d’amoroso disio ardeva …”). (altro…)

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    17 marzo 2018
    boccaccio, kafka, legge, trasgressione

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