Vai al contenuto
Provincia Letteraria

Provincia Letteraria

  • Chi sono
  • Amur del temp, Franco Loi

     L’amore, come nella tradizione poetica del Duecento, dalla poesia provenzale al Dolce Stil Novo, è un’esperienza di passaggio che conduce verso le regioni della luce. Il mezzo, il tramite dell’esperienza, è la donna: la figura femminile simbolicamente o allegoricamente, quanto meno in certa esperienza stilnovista e in Dante, rappresenta la sapienza oppure la fede, la virtù della bellezza che nobilita il cuore, ma lo scuote fino a farlo morire. Ma la donna smaterializzata e angelo non è la donna di Franco Loi in Amur del temp (1999), ma intatta è la beatitudine carnale e spirituale che le regioni della luce d’amore promettono.

    (altro…)

    Condividi:

    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    20 giugno 2021

  • Ione, Euripide

    Nella Tragedia Ione di Euripide il protagonista principale è appunto questo giovane senza nome che è improvvisamente così battezzato (“colui che viene”) dal supposto padre biologico, Xuto. Ione entra in scena con una scopa di rami d’alloro, annaffiatoio e arco. È addetto alla pulizia dell’altare di Apollo: con l’arco scaccia gli uccelli che vanno a beccare i doni votivi. Spazza il tempio di Apollo e mette in fuga anche aquile e cigni. Egli non sa ancora chi sia suo padre e sua madre, è cresciuto nel tempio a Delfi, e qui è diventando adulto. Il suo è un lavoro servile, ma lo svolge con dignità. Alla fine della tragedia conoscerà l’identità dei suoi genitori: è figlio di Creusa e del dio Apollo, ma è bene, per opportunità, che tutti credano che il padre sia Xuto, l’attuale marito di Creusa. Così anche la madre riconoscerà l’identità di Ione, e Xuto sarà tratto in inganno credendo Ione un figlio naturale avuto durante una festa bacchica. La tragedia procede per dialoghi, come fossero interrogatori: Ione e Creusa, Xuto e Ione, Creusa e un vecchio consigliere, Ione e la Pizia, Creusa e la corifea.

    (altro…)

    Condividi:

    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    27 Maggio 2021
    Creusa, delfi, euripide, ione, oracolo, pizia, Xuto

  • Ulisse, la virtù e la conoscenza

    Ulisse è un bugiardo, ma ha un sogno.

    Ulisse vuole raggiungere la fine del mondo, e i confini del mondo non si possono raggiungere da soli. Per realizzare questo sogno ha bisogno di altre persone: ha bisogno di marinai. 

    Ulisse è un bugiardo ma ha un sogno: vuole vedere dove il mondo finisce. Lui sa che questo viaggio non potrà farlo da solo, ha bisogno di compagni. Ulisse deve convincere i compagni a seguirlo.

    Ulisse è un bugiardo. A lui non importa quale siano i sogni e le ambizioni dei suoi amici marinai. Ulisse è un egoista: a lui interessa raggiungere il proprio sogno, fare il proprio viaggio.

    Per convincere i suoi amici mariani a seguirlo, abbandonare i propri sogni e credere al sogno del loro capitano Ulisse, Ulisse si inventa una bellissima idea, un’idea falsa: regala un’idea, una bugia (con la ragione è possibile conoscere la verità), una convinzione: un sogno da condividere. Un sogno per cui vale la pena viaggiare e morire.

    (altro…)

    Condividi:

    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    21 Maggio 2021
    bugia, dante, ulisse, viaggio

  • Il cielo pende dai lampioni, Cannizzo

    È vero che il pronome Io non trova luogo, ma è più vero ancora che l’Io si è calato nella buca del suggeritore e sul palco è di scena l’analogia: la figura retorica più amata dalla tradizione poetica modernista. Essa, come usata dal poeta della raccolta Il cielo pende dai lampioni (Algra, 2020), Enzo Cannizzo, plasma immagini stentoree, epigrammi dalle ali iridescenti. E, in questa mia lettura, le poesie sembrerebbero emanare bagliori di ombra, luci di assenze, proiezioni di ex vita, essenze dell’altrove.

    (altro…)

    Condividi:

    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    20 Maggio 2021
    algra, diedier, enzo cannizzo, il cielo pende dai lampioni

  • Suite Etnapolis, Lanza

    Nessuna 

    storia fuori dalle celle dei numeri

    Si conclude così il giovedì di Suite Etnapolis di Antonio Lanza, ed. Interlinea, 2019.

    Poco prima: 

    ti ricordi con un misto

    di eroismo e malinconia

    il cielo com’era chiaro

    prima di entrare.

    Tutti noi, che al centro commerciale abbiamo trascorso anche poco tempo di un tempo estivo, sappiamo quanto siano dissonanti il fuori e il dentro. Etnapolis sorge, come tanti centri omologhi, in una vasta zona confluente di strade, e tanto più queste si allontanano dal pachiderma mercato, quanto più le strade riprendono il volto solito – buche, strati irregolari d’asfalto, guardrail divelti – e di conseguenza col freddo c’è il freddo, e col caldo canicolare d’agosto puoi friggerci sull’arido suolo l’uovo e calare la pasta nell’acqua che bolle in pentola.

    (altro…)

    Condividi:

    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    18 Maggio 2021
    etnapolis, interlinea, lanza antonio

  • replay Amelia Rosselli

    questo testo nasce da un incrocio di

    idee suggestioni dalla lettura di Spazi

    metrici di Amelia Rosselli una delle

    considerate più importanti poetesse del

    Novecento. Ho regolato il righello per

    ottanta battute e ho cominciato a

    scrivere avendo come punto di

    riferimento solo idee senza pensare

    dove queste dentro lo spazio cadessero

    importante che cadano senza che ci sia

    un obbligo calcolato dall’io scrivente,

    bensì della macchina che ricostruisce 

    (altro…)

    Condividi:

    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    16 Maggio 2021
    amelia rosselli, bernhard, bosso, boulez, elettrocina, glass, minimal music

  • All’altro capo, Deidier

    La sezione Chimica dell’abbandono (tento questi appunti per un lettura della silloge poetica All’altro capo di Roberto Deidier, ed. Mondadori, 2021) termina con questo canonico endecasillabo, ictus in sesta posizione che discende all’Ade: ora scrivo di notte, scrivo ai morti. La sezione prende inizio con un corsivo: i giorni che cadono, E guadagnano illusioni, stelle in fiamme. E poi un altro endecasillabo: ho sempre trovato te, all’altro capo. L’altro capo del mondo, nella mia lettura, è il regno dei morti, ovvero il ricordo: l’inverso della luce è l’ombra, alla parola il silenzio, alla luce meridiana il tramonto, alla realtà la metafisica.

    (altro…)

    Condividi:

    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    15 Maggio 2021
    deidier, letture, poesia

  • Orientale sicula

    di Giulio Traversi

    Orientale sicula è una raccolta di poesie.

    Richiedilo qui

    Il poeta non è un prosatore, non è un narratore di storie, non finge. Il poeta dice tu, dice lei, talvolta per debolezza dice io, comunque dice sempre una verità. Il poeta anche quando racconta storie, racconta una esperienza: non inventa ovvero non falsifica usando le parole: non scompare dietro un personaggio per non assumersi la responsabilità delle scelte. Il poeta userà una lingua italiana elegante e selettiva, si lascerà sedurre dalla santa muffa del latino, sprigionerà un inglese pret-a-porter, spontaneità dialettali e senso musicalissimo del verso libero. Novenari, ottonari in preferenza, qualche endecasillabo scultoreo. Ma Il poeta ha un po’ le tasche piene di chi lancia il sasso e poi si gira dall’altra parte: dei poeti che dicono per non dire, chiamando in causa il lettore: inizio e fine di ogni significato. Il poeta non vuole essere oscuro, né tanto meno un enigma. Il poeta è autore.

    Il poeta piuttosto ama l’ambiguità e l’ironia. Fa classicismo.

    (altro…)

    Condividi:

    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    14 Maggio 2021
    gianino, orientale sicula, poesie

  • Ginzburg Lisa, questione di stile.

    Sulla quarta di copertina di Cara Pace (Ponte alle Grazie, 2020) a firma di Nadia Terranova si legge: Lisa Ginzburg ha scritto un romanzo meraviglioso, maturo, stilisticamente altissimo nel solco della nostra migliore letteratura. Un po’ più realistica l’esternazione di Domenico Starnone che si limita a lodarne la trama. Ora, cosa intenda Nadia Terranova per stile altissimo piacerebbe chiederlo alla scrivente, perché in questo romanzo, a mio parere, la qualità della scrittura è banale: della migliore nostra letteratura c’è solo un cognome.

    (altro…)

    Condividi:

    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    23 aprile 2021
    lisa ginzburg, nadia terranova, ponte delle grazie

  • Da Tacito alla Ortese, passando da Nievo

    Sulla letteratura equina 

    Il celebre poeta di età augustea nato in quella che oggi sarebbe la profonda e abbandonata provincia interna meridionale, il poeta di Venosa, Quinto Orazio Flacco, alla fine della vita scrisse una lettera, la terza del secondo libro delle Epistole, denominata da Quintiliano Ars poetica. 

    L’Ars poetica è un manuale in versi di scrittura. Tra le tante cose delinea quelle che dovrebbero essere le caratteristiche dei personaggi di un’opera in base all’età. Delinea gli attributi del tipo puer, adulescens, vir e senex. Quindi, ed è questo che ci interessa, chiediamoci quali siano le caratteristiche del tipo adulescens. Com’era un giovane di non più di sedici anni al tempo dei romani?

    L’adulescens (cfr. vv. 153 – 165)  è imberbe, cade (cereus) facilmente nel vizio, è insofferente verso chi lo riprende (asper monitoribus), non si dà cura del futuro, getta via i soldi (prodigus), ha manie di grandezza, si appassiona facilmente, anche se con altrettanta facilità tralascia ciò che ama e poi … (ci siamo) gaudet equis canibusque. Si diverte della compagnia dei cani e dei cavalli, e quindi presumibilmente trae piacere da questi animali, come fossero entrambi animali domestici, e certamente, nello specifico, con i cani va a caccia e con i cavalli va al galoppo.

    (altro…)

    Condividi:

    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    18 aprile 2021
    il salto del cavallo, ippomania, IPPOPARTY, nievo, ortese, tacito

Pagina Precedente Pagina successiva

Inizia con un blog su WordPress.com.

 

Caricamento commenti...
 

    • Abbonati Abbonato
      • Provincia Letteraria
      • Unisciti ad altri 81 abbonati
      • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
      • Provincia Letteraria
      • Abbonati Abbonato
      • Registrati
      • Accedi
      • Segnala questo contenuto
      • Visualizza sito nel Reader
      • Gestisci gli abbonamenti
      • Riduci la barra