L’ho trovato nello scaffale dedicato alla narrativa erotica. Apocalisse e sesso a Istanbul, di Giuseppe Conte. Una storia in cui la biografia, chiamiamola così, di un ragazzo arruolato nell’Isis, incontra la narrazione di un rapporto sentimentale tra i due protagonisti, un ex libraio e una donna sposata. La temperatura della narrazione si alza per i contenuti esplicitamente erotici. Terrorismo e sessualità, gli ingredienti del romanzo. Se Michel Houellebecq (scrittore francese dichiaratamente citato dall’autore) avrebbe, come solitamente fa, aggiunto un discorso politico e sociale di ampio respiro, Conte crea un contrasto tra un fanatismo religioso e criminale, che tuttavia nasconde il desiderio di un riscatto e la realizzazione di una idealità; e il torpore miscredente e materialista della società occidentale. (altro…)
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Sesso e apocalisse a Istanbul
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Socrate musicista
“Καὶ ὑπὸ μὲν δὴ τῶν αὺλημάτων καὶ ἐγὼ καὶ ἄλλοι πολλοὶ τοιαῦτα πεπόνθασιν ὑπὸ τοῦδε τοῦ σατύρου”(Platone, Simposio, XXXIII).Alcibiade si emoziona se ascolta i discorsi di Socrate: il cuore batte forte, piange, si commuove. Si sente come fosse impossibile continuare a vivere nel modo in cui vive. I discorsi di Socrate sconvolgono Alcibiade, e lo possiedono, rivelando il bisogno di Dio e del misteri dell’esistenza (δηλοῖ τοὺς τῶν θεῶν τε καὶ τελετῶν δεομένους). (altro…)
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Del mondo secolare
Dalla lettura dell’ultimo libro di Roberto Calasso, “L’innominabile attuale”, raccolgo spunti di riflessione tutti personali. Il soggetto principale del saggio è l’Homo saecularis. “Rispetto a tutti gli altri regimi, la democrazia non è un pensiero specifico, ma un insieme di procedure, che si pretendono capaci di accogliere in sé qualsiasi pensiero, eccetto quello che si propone di rovesciare la democrazia stessa.” (pag. 25); “i più grandi disastri si sono manifestati quando le società secolari hanno voluto diventare organiche, aspirazione ricorrente di tutte le società che sviluppano il culto di se stesse”. “In una società atomizzata ci si può mimetizzare più facilmente. Non si aspetta che la polizia segreta suoni alla porta alle quattro del mattino”Non canta più nessuno in televisione. Parlano. Tolta la retorica della voce che vola. Il refrain, in caso, può avere una melodia, che ripete aforisticamente un concetto. “Stiamo tutti bene”. Ironia, non c’è dubbio.
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Dolone, il lupo e Schopenhauer
Ettore, l’eroe troiano dell’Iliade, propone un piano tutt’altro che brillante e ingegnoso: “Io darò un carro e due cavalli superbi a colui che oserà avvicinarsi alle navi e vedere se le custodiscono i Danai o se pensano alla fuga …” I Troiani rimangono muti, in silenzio. Nessuno risponde all’appello di Ettore: avvicinarsi al campo di Agamennone sarebbe un’impresa troppo pericolosa, nonostante la ricompensa.Eppure uno sciocco, un giovane stupido e coraggioso si trova sempre, uno che è pronto a prendere su di sé un’impresa organizzata male. Si tratta del figlio del ricco e nobile Eumede, unico figlio maschio tra cinque sorelle. Egli è un abile corridore, ma d’aspetto brutto (particolare riferito da Omero, che potrebbe suggerire riflessioni psicologiche in relazione al celebre mascheramento). Egli farà la spia in campo nemico se Ettore avrà promesso in dono i cavalli e il carro di Achille. Ettore non esita a promettere ciò che non è suo e non potrà mai diventarlo. A Ettore non sembra vero che ci sia qualcuno pronto a vendere la pelle per ‘nulla’. Ettore sarebbe stato un vero capo se avesse aperto gli occhi al suo giovane ardimentoso, mettendolo in guardia dei pericoli. Invece lo gonfia di vanagloria. E una vana promessa è ciò che rimane per trovare volontari nell’impresa. Ettore, il capo dei troiani, si sente furbo, ma è stolto; crede di poter giocare con l’ambizione, e illude (Avrai i cavalli di Achille): il coraggio è tutto nel gesto, nel sogno di gloria, vano e stupido, alla prova con la realtà. (altro…)
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Spaesamento (1)
I migliori compagni della nostra età sono gli elettrodomestici. Necessari, inseparabili, invasivi, condizionanti, creano dipendenze, e per questo ci fanno felici. Mi astengo dal formulare un elenco dei nostri parenti di ultima generazione.
È un ideale contemporaneo: fare della vita un peso leggero.Andavo per sentieri soliti di montagna, ho osservato un’antenna altissima, ripetitore di frequenze elettromagnetiche. La strada asfaltata era smottata dalla innumerevole pioggia novembrina che dopo aver intriso d’umore il terreno, scivolerà in torrente e porterà con sé terriccio e fango a forza, fin sopra al paese; e la montagna, dicono, si muove. Ormai la montagna cammina come un vecchio cieco.
L’antenna altissima, e piloni di cavi elettrici a distanze misurate. In cielo un rombo aereo dipinge l’azzurro di vertigine, come fossimo sempre più giù, dentro un pozzo colorato di blu. Non conosco i nomi degli alberi.
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Pessimismo siciliano
È un poeta un po’ maltrattato dalla critica che mette in discussione l’originalità dei suoi componimenti, e dalla scuola: l’amore pederotico e certo razzismo non piace. Ma è un poeta crudo, asciutto. Politicamente scorretto. Chiaro, nei pensieri. È poesia d’esortazione, la sua. Vorrebbe offrire insegnamenti, il genere è gnomico.
“Sazietà invero partorisce tracotanza, quando ricchezza si accompagna a un plebeo e a chi mente salda non ha”.
poi …
“chi ha un male e chi ne ha un altro ma è fin troppo chiaro che nessuno è felice fra tutti gli uomini che il sole contempla”. (altro…)
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Il cuore di Archiloco.
Come essere un guerriero nella vita? Uno che non abbassa mai la testa, e che dice le cose a voce alta. Uno che si fa sentire anche nella confusione, e che difende i propri valori.Combattere per qualcosa è un imperativo esistenziale. Nessuno ti è amico o alleato: tutti sono nemici. Senza attendere parole di conforto o incoraggiamento, si prende la spada e lo scudo, e si avanza in territorio sconosciuto. Non fidarsi mai. Strappare spazio vitale al nemico. Sopravvivere, non ascoltare pregiudizi. Rigenerarsi dagli errori. Avere sempre una mèta da raggiungere, infierire contro chi si oppone, moderarsi nella gioia. Vendicarsi. Non lasciare dietro di sè traccia di debolezza o sentimentalismo. Unire i simili, separare i dissimili. Uccidere. Bere. Amare con violenza. Scrivere ciò che si è agli occhi degli altri. (altro…)
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La poesia o l’arte della menzogna.
Le Muse, confessa Esiodo, gli sono apparse, come sulla via per Damasco, e hanno così parlato:
“O pastori, cui la campagna è casa, mala genia, solo ventre; noi sappiamo dire molte menzogne simili al vero, ma sappiamo anche, quando vogliamo, il vero cantare”. E le Muse trasformano Esiodo da semplice pastore in poeta della verità, un Paolo di Tarso ante litteram, donandogli un ramo d’alloro fiorito (Teogonia, vv. 25 e seg.).
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Qual è la gioia più grande per gli uomini?
In un opuscolo in greco antico datato nel II secolo d. C.
la tradizione manoscritta ha tramandato un testo anonimo, che narra della genealogia di Esiodo e di Omero, e di una loro gara poetica, un Certame svoltosi a Calcide, nell’Eubea, in occasione delle gare bandite per la morte di Anfidamante.
Il testo in poesia narra le varie fasi della gara poetica e infine l’incoronazione del vincitore, che risultò essere Esiodo. Il testo si conclude infine raccontando la morte dei due poeti. (altro…)
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La speranza, un male antico.
Enigmatico mi è subito parso il mito di Pandora, questo mito tutto esiodeo.
Lo conosciamo. Zeus dovrebbe vendicarsi su Prometeo perché è stato ingannato e disubbidito. Nella costruzione di Esiodo gli uomini sono costretti a procurarsi il necessario per campare, altrimenti vivrebbero nell’ozio e nell’ignoranza. Gli dei infatti hanno privato del benessere l’uomo: il fuoco che Prometeo infine ruba. Zeus risponde alla rapina inviando sulla terra una donna giovane, astuta, seducente, ma ingannatrice e puttana: Pandora. (altro…)
